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Cerfe - Associazione di ricerca e formazione in Roma
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  Ricerca di Base
Il CERFE, sin dalla sua fondazione, ha dedicato parte delle proprie attività istituzionali alla realizzazione di attività di ricerca di base e di studi avanzati su temi di natura epistemologica e teorica.

Questa attività ha visto il coinvolgimento di eminenti sociologi e scienziati sociali, non solo italiani, ma anche stranieri tra i quali Jeffrey Alexander (UCLA), Tom Burns (Uppsala University), Abram De Swaan (Amsterdam University), Edward Hall (Northwestern University), Ulf Hannerz (Stockholm University), Ioan Lewis (London School of Economics), Thomas Luckmann (University of Konstanz), George Mosse (University of Winsconsin) e Piotr Sztompka (Jagellonian University).

La ricerca di base ha avuto, quale direzione complessiva, la costruzione di una sociologia generale in grado di rendere conto delle grandi tendenze di mutamento che attraversano le società contemporanee, le quali pongono inedite questioni che sfidano la disciplina sociologica, sui versanti della solidità epistemologica, della rilevanza euristica, della pertinenza tematica e delle capacità previsionali.

Tali questioni, nel corso del tempo, si sono coagulate intorno a in una “posta in gioco” preminente che ha avuto, nel tempo, differenti definizioni: le potenzialità e i rischi connessi con l’emergere della soggettività sociale; l’esistenza di un gap tra dinamiche sociali e conoscenza (e quindi capacità di controllo) di queste stesse dinamiche, con la progressiva perdita di controllo dell’ambiente da parte delle società; infine, la urgente necessità di identificare i fattori in grado di incidere sui “destini sociali” delle collettività umane (siano essi Paesi, gruppi sociali o comunità locali).

Per garantire lo svolgimento del proprio itinerario di studio, il CERFE ha dato vita alla Scuola di sociologia e di scienze umane. Nell’ambito della Scuola, fondata nel 1988 con il nome “Istituto di studi avanzati di Rocca di Papa” (che ha mantenuto fino al 1992, approfittando anche di un’apposita struttura in tale località) si è svolta inizialmente un’attività seminariale (un seminario internazionale, con incontri mensili di “Epistemologia delle scienze dell’uomo e produzione dei significati sociali”), trasformatasi in un’attività di formazione interna (l’Università del CERFE), fino ad arrivare alla realizzazione, anche con il contributo di altre organizzazioni di ricerca, di una Scuola superiore, dotata di una sua visibilità e parziale autonomia, come spazio dove condurre attività di ricerca di base e di studi avanzati su temi di natura epistemologica e teorica.

Attraverso la ricerca di base, si è cercato di rispondere alle domande teoriche emergenti dall’attività quotidiana del CERFE. Allo stesso tempo, però, essa ha di fatto svolto una funzione di indirizzo delle attività del CERFE, consentendo di aprire nuovi filoni di ricerca teorica ed empirica e di sviluppare nuovi know–how.

Nei primi anni dell’attività del CERFE, l’attenzione si è maggiormente rivolta ai temi di natura epistemologici: i fondamenti e i caratteri degli apparati concettuali della sociologia (concetto, teoria, ecc.); le logiche delle scienze sociali (le logiche non standard, la logica deontica, ecc.); i limiti e le condizioni di previsionalità nelle scienze sociali; i linguaggi proposizionali; la natura dei fenomeni sociali (miti, riti, contesti di significato sociale, ecc.).

A partire dal 1985, la ricerca di base si è progressivamente orientata verso i grandi temi teorici della sociologia. Ne sono scaturite differenti teorie, di carattere generale, orientate a render conto:


  • della natura degli attori sociali;

  • delle relazioni tra azione sociale e azione collettiva;

  • dei processi di differenziazione sociale (noodiversità);

  • del rapporto tra azione e contesti di significato;

  • delle relazioni tra fenomeni di natura cognitiva (miti, riti, simboli, rappresentazioni) e fenomeni di natura “operazionale” (eventi, azioni, ecc.) nel contesto del mutamento sociale e culturale;

  • del rapporto tra soggettività sociale e strutture (teoria della crisi dello stato, teoria della liberazione, teoria dello sviluppo);

  • delle relazioni tra fenomeni cognitivi e percezione del tempo;

  • dei rapporti tra società e produzione scientifica e tecnologica.



Altre teorie si pongono invece come teorie di medio raggio, come ad esempio:


  • la teoria della povertà e dell’esclusione sociale;

  • la teoria del capitale sociale;

  • la teoria della qualità discontinua;

  • la teoria del doppio brain drain;

  • la teoria dell’azione sociale femminile;

  • la teoria sociologica della formazione;

  • la teoria dei fabbisogni formativi.

 
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